Antiche ricette di Casa Zanardi Landi

Categorie Curiosità

Il Castello di Rivalta si erge, anticipato dall’inconfondibile sagoma della sua torre cilindrica, a poca distanza da Piacenza.

La città vanta una storia millenaria: nata come castrum all’interno di un’area abitata da celti, aveva un’importantissima funzione di avamposto della potenza di Roma in una zona spesso razziata da genti germaniche.
Piacenza era il limite nord della Via Aemilia, asse di comunicazione di fondamentale importanza che si snodava a partire da Rimini (Ariminium) e collegava diverse colonie romane che si sarebbero successivamente trasformate in importanti città del nostro paese: basti pensare a Bononia, la “città delle buone cose”, che sarebbe diventata la Bologna che conosciamo.

Nel progetto di creazione di questa via di comunicazione era decisiva la volontà di procedere con un insediamento stabile delle popolazioni romane: ecco che i nomi delle colonie recentemente create sono inseriti in una strategia di promozione degli insediamenti. Anche all’epoca la “pubblicità” era cruciale nello stabilire il successo o la disfatta di un determinato progetto.

L’etimologia della parola Placentia ci rimanda automaticamente alla radice della parola piacere. Già i Galli, insediatisi per primi nel territorio piacentino, erano rimasti affascinati dalle colline verdeggianti della zona. Il toponimo, opportunamente modificato, viene utilizzato dai romani per esprimere un auspicio di benessere, di fioritura, di futura prosperità.
Un nome un destino: l’abbondanza, la bellezza e il piacere, soprattutto sulla buona tavola, sono da sempre caratteristiche delle ridenti vallate piacentine, conosciute a livello mondiale come centro gastronomico d’eccellenza.

Uniche, a tal proposito, sono le antiche ricette della famiglia Zanardi Landi, che sono state gelosamente preservate lungo i secoli come preziose testimonianze non solo della raffinatezza della gastronomia del luogo ma anche delle molteplici influenze che hanno contribuito all’ideazione dei piatti che oggi troviamo sulle nostre tavole.

Le ricette di una famiglia nobile dovevano, tramite la loro opulenza, essere un chiaro simbolo dell’importanza sociale del casato: sulla tavola delle grandi occasioni, a cui spesso sedevano duchi e principi, si susseguivano portate che rivisitavano i prodotti locali, solitamente cucinati solamente con l’aggiunta delle erbe aromatiche autoctone, arricchendoli con salse, besciamelle e altri intingoli. L’unione delle varietà alimentari della zona e delle preparazioni più in voga, spesso provenienti d’Oltralpe, era capace di trasformare anche l’alimento più povero in un’esperienza sensoriale unica, in un’esplosione di gusto.

Particolarmente interessante è la ricetta della Charlotte: si tratta di un dolce prelibato che risale alla fine del 1700, quando comparve per la prima volta nei trattati di Marie Antoine Carême, famoso cuoco e scrittore francese, al quale si deve il merito di aver codificato lo stile di cucina noto come “haute cuisine”. In Italia la Charlotte comparve nei ricettari della cucina settentrionale già dai primi decenni dell’800. Nelle ricette dei cuochi della famiglia Zanardi Landi la tradizione culinaria francese viene rivisitata inserendo la Torta Paradiso, caposaldo della tradizione dolciaria emiliana, all’interno della preparazione del celebre dolce.

Sciarlotta alla Carmelitana
Apparecchiate un composto di torta Paradiso con 200 grammi fra farina di riso e fecola, 230 grammi zucchero, dei quali 30 grammi alla vaniglia, 190 grammi burro, 5 tuorli d’uova e 2 interi, la raschiatura di 2 mandarini. Cuocetelo in una forma da timballo col tubo nel mezzo e, freddo che sia, tagliatelo a fette trasversali d’un centimetro; inzuppatele leggermente di liquore crema al caffè, spalmatele di marmellata d’albicocche rimettendole poi ancora al suo posto. Collocate sul piatto, riempite il vuoto con pere tagliate a spicchi e ben siroppate, indi coprite il tutto con meringa alla vaniglia, decorandola colla stessa. Spolverizzatela di zucchero e spingetela a forno moderatissimo finché abbia preso un color biondo. Fredda che sia, contornate le decorazioni con un filo di gelatina di fragole.

Presso il Castello di Rivalta, in concomitanza con la mostra Le tavole imbandite di un’antica famiglia piacentina, sarà possibile acquistare i menù della famiglia Zanardi Landi, accurata trascrizione delle ricette realmente utilizzate dai cuochi della famiglia per allietare i palati dei loro ospiti più prestigiosi.

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