Le tavole imbandite di un’antica famiglia piacentina

Categorie Eventi al Castello

Ritorna a gran richiesta, anche per l’anno 2019, la straordinaria mostra di “mise en place”, curata personalmente dal Conte Orazio Zanardi Landi, proprietario del Castello di Rivalta ed erede della famiglia che per secoli ha vegliato affinché nulla dell’immenso valore storico artistico del maniero andasse perduto.

È sufficiente tendere l’orecchio ai racconti del conte Orazio per essere trasportati in un’altra epoca e in un’altra dimensione. Il suo entusiasmo e il suo orgoglio nell’illustrare l’uso e la storia dei più piccoli oggetti, dal salino in vetro di Murano a forma di cigno alle posate in corno del 1700, sono chiari sintomi del suo profondo senso di appartenenza a una delle famiglie nobili più antiche del nostro paese. Le sue narrazioni risvegliano anche in noi ricordi di un’epoca che non abbiamo vissuto personalmente ma che da sempre affascina la nostra fantasia.

Nelle scorse edizioni migliaia di visitatori, provenienti sia dall’Italia sia dall’estero, sono giunti a Rivalta per ammirare l’esposizione di Tavole imbandite di un’antica famiglia piacentina realizzata nella nostra struttura. Non è solo l’unicità dei pezzi esposti, come la rarissima oliera in stile Dacceno prodotta a Parma nel 1800, ad attirare l’attenzione del pubblico. Il loro valore risiede soprattutto nella loro funzione di medium tramite cui addentrarci nelle pieghe della storia reale di un’antica famiglia nobile piacentina e seguire le tracce del suo percorso attraverso i secoli. I servizi appartengono alla collezione privata della Famiglia Zanardi Landi e si sono succeduti sulle tavole dei suoi membri più illustri. Si ammirano oggetti che portano con sé il reale sapore del vissuto, gusto che ormai hanno perso le collezioni prelevate per l’occasione dagli antiquari o dagli armadi blindati dei collezionisti.

Le tavole imbandite che si ammirano durante la visita guidata sono inserite in splendide sale, affrescate e apparecchiate per le grandi occasioni: ecco che due camerieri, indossata la loro livrea migliore e lucidato anche l’ultimo bottone del panciotto recante i colori della famiglia, si affrettano verso la sala da pranzo. È ora del servizio! Il maestro di sala, l’equivalente del maggiordomo inglese, ci apre le porte della sala da pranzo e ci fa accomodare alla tavola degli ospiti più ragguardevoli della famiglia Landi. Ci sembra ancora di sentire il brusio dei preparativi che fervono nelle cucine e il tintinnio delle posate in argento.

Il servizio a tavola, minuzioso e impeccabile, costituiva una sorta di biglietto da visita per la famiglia e un emblema della sua posizione sociale e della sua importanza. È un’usanza che andò affermandosi progressivamente a partire dalla fine del 1700: dopo la Rivoluzione Francese le famiglie borghesi conquistano il ruolo di attori di peso nello scacchiere mondiale e ricercano la raffinatezza e l’opulenza che un tempo erano appannaggio esclusivo della nobiltà.

I bicchieri, realizzati in pregiato vetro di Murano o di Boemia, si moltiplicano: ognuno dev’essere dedicato a una bevanda diversa. Ce ne sono uno per l’acqua, due per i vini rossi, due per i vini bianchi e uno per il vino favorito, che fino al 1700 era posizionato in una bottiglietta davanti al piatto di ogni commensale mentre nel secolo successivo è ormai servito in tavola direttamente dai camerieri, per evitare che gli ospiti siano costretti a dedicarsi a occupazioni che li distolgano dalla conversazione.

Sono ormai lontani i tempi in cui era sufficiente posizionare un banchetto in mezzo al Salone d’Onore, centro nevralgico delle affaccendate esistenze degli abitanti del Castello, per far sì che i nobili potessero continuare a parlare di strategia militare fra un boccone e l’altro della selvaggina più succulenta. Il diciannovesimo secolo è sinonimo di eleganza e raffinatezza: ogni sala deve avere la sua funzione specifica e l’etichetta dev’essere rispettata alla lettera. Gli ospiti non devono essere obbligati a sottostare a intrattenimenti che non li appassionano: nell’antico salone delle feste viene quindi realizzata una “fuga dei salotti”, galleria composta da tanti salottini comunicanti per lasciare agli ospiti la possibilità di cambiare stanza a seconda del passatempo preferito.

Anche l’apparecchiatura proposta dai conti riflette lo spirito di quel tempo: le posate in argento, originali del 1800, sono solamente due, un coltello e una forchetta. Fu infatti l’imperatore Francesco Giuseppe I° d’Austria, alla fine del secolo, ad avere l’idea di mettere le posate per tutte le portate direttamente in tavola, al fine di velocizzare il servizio, che poteva durare ore ed ore. I conti Zanardi Landi prediligevano, però, una tavola più raffinata ed elegante: era, quindi, il cameriere a cambiare le posate e i piatti con il succedersi delle portate. Il personale di servizio di una grande famiglia doveva essere pronto a rispondere a ogni richiesta dei commensali sfoggiando una perfetta conoscenza del galateo e rispettando attentamente le rigide regole che affidavano a ogni membro del personale un ruolo ben preciso all’interno dell’organizzazione della vita quotidiana della famiglia di cui si prendevano cura.

INFORMAZIONI UTILI

Orari delle visite guidate:

  • LUNEDÌ E MARTEDÌ: solo su prenotazione (tariffa 14 euro a persona + 25 euro per la visita guidata in italiano o 35 euro per la visita guidata in inglese)
  • MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ E VENERDÌ: ore 11.00 e 15:30
  • SABATO: ore 11:00, 14:00, 15:20, 16:40, 18:00*
  • DOMENICA E FESTIVI: ore 10:30, 14:00, 15:20, 16:40, 18:00**inizio ultima visita guidata

Prezzi:

  • INTERO: 14 euro
  • RIDOTTO TESSERATI (Touring Club, Camperlife, Museo delle Cere, Passaporto dei Castelli del Ducato, Giornalisti, Insegnanti): 13 euro
  • RIDOTTO BAMBINI (dai 6 ai 12 anni): 9 euro
  • RIDOTTO TERZO FIGLIO: 5 euro
  • PROMO FAMIGLIA (n° 2 adulti + n° 2 bambini paganti): 37 euro (un bambino entra gratuitamente)
  • RIDOTTO GRUPPI (a partire dalle 10 persone): 12 euro (una gratuità ogni 20 persone)
  • VISITA BREVE (30-40 minuti): 12 euro
  • GRATUITI: bambini sotto i 6 anni, disabili

La visita guidata standard dura circa un’ora e 20 minuti.

Il prezzo del biglietto d’ingresso comprende la visita storica del Castello (salone d’onore, sala da pranzo, cucina del rame, cantinone, prigioni, galleria dei salotti, camera della principessa Margareth, camera rossa, sala del biliardo, museo del costume militare, museo della Battaglia di Lepanto, museo dell’arte sacra e dei reperti amazzonici) e l’ingresso a tre mostre: Le tavole di un’antica famiglia piacentinaViaggio in Europa – vedute ottiche e I costumi di Artemio Cabassi.

Altre attività non incluse nel prezzo del biglietto:

  • possibilità di pranzare presso il bistrot Caffè di Rivalta, che per l’occasione proporrà i “Ravioli ripieni di pere e gorgonzola”, una ricetta storica della famiglia Zanardi Landi, oppure presso i due ristoranti presenti nel borgo, la Locanda del Falco e il ristorante La Rocchetta
  • pacchetti con pernottamento e pacchetti Spa presso hotel Residenza Torre di San Martino
  • degustazioni e shopping goloso presso la bottega Re di Coppe (all’interno dell’antico mastio del borgo).

 

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